Sansepolcro e La Verna tra religione e arte

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Mattina: Santuario della Verna e monte di San Francesco

Il Santuario Francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna (Ar), è famoso per essere il luogo in cui San Francesco d’Assisi ricevette le stigmate il 17 settembre 1224. Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il Santuario ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, oltre a diversi punti di notevole importanza religiosa. Infatti la Verna è divenuta un luogo di spiritualità immerso in un contesto mistico ed affascinante, contesto creato in parte dai frati francescani attraverso l’architettura a l’arte del convento, ma per lo più donato dall’ambiente naturale preesistente, ossia la particolare conformazione rocciosa del monte e la stupenda natura che lo circonda. La forma del Sacro Sasso de La Verna, una sorta di grande “dente” sul crinale appenninico, ci appare inconfondibile da tutta l’intera valle del Casentino. Una volta che gli arriviamo vicino ancora più affascinante ci apparirà la scogliera all’apice della quale fu edificato il Santuario Francescano. E’ la così detta Scogliera delle Stimmate.
Questo “dente” roccioso fuoriesce da meravigliosi boschi di faggio ed abete, boschi che fanno da cornice all’intero Santuario e che ci accompagnano in belle passeggiate. La più bella e la più praticata è sicuramente la salita alla Penna, l’apice del monte. Da qui si apre un panorama spettacolare sull’intera Romagna.
Alla Verna si possono osservare particolarissime opere d’arte naturalistiche: le scultoree radici dei maestosi faggi che si aggrappano al terreno, ma in particolar modo agli scogli.
In poche righe non è certo possibile descrivere un luogo come La Verna e tanto più comunicare la sua misticità, il suo fascino, la complessità e la bellezza della sua struttura architettonica, la raffinatezza delle sue opere d’arte, gli incredibili panorami che può offrire.

« Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalle gente, o a chi desidera fare vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri Io ti donerei a te e a’ tuoi compagni per salute dell’anima mia. »

(Conte Orlando di Chiusi della Verna prima di donare il monte a San Francesco di Assisi, 1213.)

Pomeriggio: visita alla città di Sansepolcro

Arrivando da sud o da nord i campanili della Chiesa di San Francesco e della Badia, l’attuale Cattedrale, danno il benvenuto al visitatore che, in un attimo ripercorre un viaggio immaginario nelle architetture dipinte da Piero della Francesca nelle sue opere. La cittadina di Sansepolcro, sviluppatasi intorno alla grande abbazia benedettina ha conservato quasi inalterato l’assetto urbanistico medioevale e si è, nei secoli, arricchita di pregevoli edifici rinascimentali e barocchi. Città natale di Piero della Francesca, conserva nel Museo Civico la memoria del maestro biturgense. Opere come la Resurrezione, complessa e simbolica, il Polittico della Misericordia, San Giuliano e San Ludovico testimoniano il genio dell’artista del primo rinascimento. Nella Cattedrale di notevole interesse è il “Volto Santo”, crocifisso ligneo di epoca carolingia. Accanto alla Cattedrale vi è il Palazzo delle Laudi, di forme manieristiche, oggi sede del Comune. Altre testimonianze artistiche della città sono visibili attraversando il suo centro storico: Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Chiesa di San Francesco. Da non perdere una visita alla Chiesa di San Lorenzo che ospita una tavola del Rosso Fiorentino raffigurante la Deposizione. Cuore del centro storico è la piazza Torre di Berta, nella quale, la seconda domenica di settembre si svolge il tradizionale Palio della Balestra – i costumi indossati dai figuranti sono ispirati ai dipinti di Piero della Francesca.